Petralia Soprana, il comune più alto delle Madonie, visto dalla valle
Petralia Soprana, il comune più alto delle Madonie, visto dalla valle. Foto: Filippo Piazza · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Nelle Madonie i borghi si somigliano solo in fotografia. Dal vivo cambiano quota, pietra e carattere ogni venti chilometri. Da Scillato si raggiungono tutti in giornata, ma non tutti nella stessa giornata: le strade sono belle e lente.

Questi tre sono quelli certificati nell'elenco de I Borghi più belli d'Italia. Li mettiamo in ordine di distanza.

Petralia Soprana — 38,6 km, circa 38 minuti

È il comune più alto delle Madonie, intorno ai 1.147 metri, ed è stato Borgo dei Borghi nel 2018.

Il cuore è la chiesa di Santa Maria di Loreto, con le due torri campanarie quasi gemelle, la facciata neoclassica, la pianta a croce greca e una pala marmorea di scuola gaginiana. Accanto, il Belvedere di Loreto apre un panorama a trecentosessanta gradi: nelle giornate limpide si arriva a vedere l'Etna.

Sul territorio c'è anche la miniera di salgemma di Raffo, uno dei giacimenti più ricchi d'Europa, con un museo di sculture scavate nel sale dentro una miniera ancora attiva. Le visite sono regolamentate: vanno organizzate prima, non si arriva e si entra.

Gangi — 52 km, circa 50 minuti

È il più lontano dei tre ed è stato Borgo dei Borghi nel 2014. Si dispone sul Monte Marone come un presepe di pietra, e la vista arriva fino all'Etna.

In cima, la Torre dei Ventimiglia, torre feudale della prima metà del Trecento, tardogotica con elementi normanni, su tre livelli. Accanto, la Chiesa Madre di San Nicolò di Bari, del XIV secolo e ampliata a tre navate fra Cinquecento e Seicento: dentro c'è il Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi, e statue lignee di Filippo Quattrocchi.

Completano il quadro il castello dei Ventimiglia e la Torre Saracena, di epoca normanna, che controllava un tratto di antica viabilità.

Geraci Siculo — 48,9 km, circa 46 minuti

Antico feudo dei Ventimiglia, conserva i ruderi del castello, di probabile origine bizantina, con la cappella di Sant'Anna. Nella chiesa di San Giacomo c'è un affresco bizantino del XIV secolo; in Santa Maria Maggiore, sculture marmoree e opere lignee siciliane fra Seicento e Settecento.

Geraci sta su un crinale: il paese è piccolo, si gira in un'ora, ma il panorama è la ragione per cui ci si va.

L'area del castello dei Ventimiglia a Geraci Siculo, sul crinale che domina la valle
L'area del castello dei Ventimiglia a Geraci Siculo, sul crinale che domina la valle. Foto: Carlo Columba · CC BY-SA 2.5 it · Wikimedia Commons

E le altre? Polizzi, Petralia Sottana, Collesano

Polizzi Generosa è il centro storico più vicino dopo Caltavuturo e Collesano: 16,7 chilometri, venti minuti. Qui c'è il M.A.M. — Museo Ambientalistico Madonita, in Palazzo Notarbartolo, con oltre quattrocento esemplari di fauna siciliana esposti in diorami per fasce di quota, dal mare all'alta montagna.

Petralia Sottana (32,3 km) è la sede dell'Ente Parco delle Madonie e ospita il Museo Civico «Antonio Collisani», nell'ex carcere quattrocentesco, con una sezione geologica e una archeologica. Non figura nell'elenco ufficiale dei Borghi più belli d'Italia, ma vale la salita lo stesso.

Collesano è a undici chilometri e un quarto d'ora, ed è la «porta delle Madonie»: ci torniamo nella guida su come muoversi, perché lì c'è il Museo della Targa Florio.

Il filo che li tiene insieme: i Ventimiglia e i Gagini

Girandoli uno dopo l'altro si finisce per incontrare sempre gli stessi due nomi. I Ventimiglia sono la famiglia feudale che ha costruito o fortificato mezze Madonie: il castello di Castelbuono nel 1316, la torre e il castello di Gangi, il castello di Geraci Siculo.

I Gagini sono invece la bottega di scultori che ha riempito le chiese: l'itinerario gaginiano tocca Gangi, Geraci Siculo e le due Petralie, e arriva fino a casa nostra — la statua della Madonna nel santuario di Scillato, datata 1570, è attribuita alla stessa scuola.

È un modo diverso di organizzare le visite: non per distanza, ma seguendo un filo.

Come incastrarli

Il consiglio pratico è uno solo: non più di due borghi al giorno. Le strade di montagna allungano i tempi rispetto a quello che dice il navigatore, e questi paesi si visitano camminando in salita.

Un abbinamento che funziona: Petralia Soprana e Petralia Sottana nella stessa giornata, perché sono vicine. Gangi e Geraci, invece, meritano una giornata ciascuna.

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