Cefalù, il borgo marinaro affacciato sul Tirreno con la Rocca alle spalle
Cefalù, il borgo marinaro affacciato sul Tirreno con la Rocca alle spalle. Foto: Jerzy Strzelecki · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

È la gita che fanno quasi tutti i nostri ospiti, e ha senso: da Scillato a Cefalù sono circa 39 chilometri, poco più di mezz'ora d'auto passando per l'autostrada. Si parte dalla montagna e si arriva al mare senza accorgersene.

Cefalù è anche uno de I Borghi più belli d'Italia, e nei mesi centrali dell'estate si vede: conviene arrivare presto.

Il Duomo, patrimonio dell'umanità

La cattedrale è stata fondata nel 1131 per volere di Ruggero II. La facciata, stretta fra le due torri, guarda una piazza che d'estate è piena e d'inverno è una delle cose più belle della Sicilia.

Dentro ci sono oltre 600 metri quadri di mosaici bizantini. Il Cristo Pantocratore dell'abside fu completato entro il 1148: la consacrazione ufficiale della chiesa arrivò solo nel 1267.

Dal 2015 il Duomo fa parte del sito seriale UNESCO «Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale», nove monumenti che raccontano l'incontro fra cultura normanna, araba e bizantina.

La facciata del Duomo di Cefalù fra le due torri normanne, fondato nel 1131 da Ruggero II
La facciata del Duomo di Cefalù fra le due torri normanne, fondato nel 1131 da Ruggero II. Foto: No machine-readable author provided. P tasso assumed (based on copyright claims). · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La Rocca: 278 metri e qualche centinaio di gradini

Dietro la città si alza la Rocca, il promontorio alto 278 metri che si vede da tutta la costa. Si sale dalla Salita Saraceno: sono alcune centinaia di gradini, e in una quindicina di minuti si è già abbastanza in alto da vedere il tetto del Duomo dall'alto.

A metà percorso c'è il cosiddetto Tempio di Diana, una costruzione megalitica datata al IX secolo a.C. e legata a un culto delle acque. Se fosse un tempio, un palazzo o una fortezza gli studiosi non l'hanno stabilito: è parte del suo fascino.

Il lavatoio medievale

In via Vittorio Emanuele una scalinata di pietra lavica e lumachella scende sotto il livello della strada fino al lavatoio medievale, alimentato dal fiume Cefalino e coperto nel XVII secolo. L'acqua corre ancora fra le vasche di pietra.

La storia della ninfa che piange e dà origine alla sorgente è una leggenda, e come tale va presa: resta uno dei posti più freschi della città nelle giornate d'agosto.

Il mare, e come organizzarsi

Cefalù ha la spiaggia praticamente in città, il che la rende comoda ma anche molto frequentata in alta stagione. Chi soggiorna da noi ha un vantaggio: può fare il bagno la mattina presto, salire in paese quando il sole picchia, e tornare a Scillato per la sera, dove la temperatura scende sempre di qualche grado.

Il periodo migliore per il bagno va da fine maggio a settembre inoltrato, e a ottobre l'acqua resta ancora tiepida, mediamente intorno ai ventidue gradi. Chi viene per il mare, quindi, ha una finestra molto più larga di quella che immagina: maggio e ottobre funzionano, e sono i due mesi in cui Cefalù si può attraversare senza spalle contro spalle.

Una nota pratica: a Cefalù c'è anche la stazione ferroviaria più comoda della zona, sulla linea costiera Palermo–Messina, servita anche dagli Intercity. Se qualcuno vi raggiunge in treno, è lì che andrete a prenderlo. Da Cefalù parte inoltre un biglietto combinato treno più bus verso Castelbuono, Geraci Siculo e Gangi: l'unico modo ragionevole di vedere i borghi delle Madonie senza guidare.

Come organizzare la giornata

Il nostro consiglio è di dividerla in due metà, e di non fare l'errore di visitare il centro storico nelle ore centrali d'estate: la pietra restituisce il calore e la salita alla Rocca diventa un'impresa inutile.

Mattina presto: parcheggio fuori dal centro, spiaggia, poi il lavatoio quando comincia a fare caldo, perché sotto il livello della strada si sta bene. Primo pomeriggio: pausa, che qui è una scelta razionale, non una pigrizia. Dalle cinque in poi: il Duomo e la salita alla Rocca, con la luce migliore e la temperatura giusta.

Il parcheggio in centro è limitato e a pagamento: conviene lasciare l'auto nelle aree fuori dal nucleo antico e camminare. La città vecchia è piccola, si attraversa in un quarto d'ora.

Una base nel borgo di Scillato

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